Village Basket
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News del 07/01/2010

Redazione Village Basket

Dichiarazioni della XIII puntata di Village Basket
 
Di seguito le dichiarazioni rilasciate dagli ospiti della XIII puntata di Village Basket: l'assessore allo Sport del comune di Napoli Alfredo Ponticelli, il presidente FIP Campania Manfredo Fucile, il presidente della Martos Finanziaria Osvaldo Martorano:


PRESIDENTE DELLA MARTOS FINANZIARIA, L’AVVOCATO OSVALDO MARTORANO:

Sui rapporti tra la Martos finanziaria e la NSB Napoli:

Martos ha agito e manifestato quello che è il danno emerso e che continuerà ad emergere fino a quando questa querelle non arriverà alla conclusione. Noi stiamo cercando di tutelare, con gli strumenti consentiti dal nostro ordinamento, il marchio Martos, il gruppo Martos e quello che Martos, al 16 ottobre, ha dato alla NSB.

Fa strano pensare – e qui è il cittadino che parla - che la Regione debba preoccuparsi di salvare con un contributo di 200.000 euro una squadra di basket, quando sull’altra pagina del giornale leggi che a Pomigliano gli operai della FIAT sono in cassa integrazione. Preoccuparsi, sottraendo denari alla collettività, lo trovo ripugnante.

L’accordo che avevamo vedeva un progetto che coinvolgeva delle forze tali da sopravvivere, probabilmente anche retrocedendo. Pensare di poter affrontare un’avventura come Napoli con dei debiti regressi, questo è imperdonabile.

PRESIDENTE FIP CAMPANIA, MANFREDO FUCILE

Sullo spostamento del titolo:

Abbiamo operato in sinergia con l’amministrazione e con l’assessore Ponticelli, che è quello che ne è stato il fautore. Abbiamo fatto diverse trattative, dire adesso i nomi creerebbe solo dei problemi alle società. Ce n’erano tre o quattro, poi si è convenuto di concludere la trattativa con il titolo di Rieti perchè era quello che più di tutti aveva voglia di venire a Napoli, in una grande piazza. Ci abbiamo provato, siamo partiti con alcune persone e siamo finiti con altre, come con Paci. Sul fatto che si dice che siamo partiti tardi, bisogna dire che abbiamo dovuto aspettare la Com.tec che desse l’ok e il consenso federale che fino alle 11:45 era ancora in disaccordo sul dare o non dare l’autorizzazione. Papalia e il suo gruppo hanno avuto un’occasione stratosferica per poter emergere in una città vogliosa di fare pallacanestro, perchè le istituzioni erano sin dal primo momento presenti.

Sul progetto per il basket napoletano:

Oggi non esiste più il “patron”, esiste l’organizzazione. Il ricavo maggiore può essere l’immagine ed in questo abbiamo fallito, il pubblico fa la sua parte con gli abbonamenti e i biglietti.


ASSESSORE ALLO SPORT DEL COMUNE DI NAPOLI, ALFREDO PONTICELLI

Sulle promesse delle istituzioni:

Posso dire con certezza che il comune non ha mai promesso alcunchè al presidente Papalia per portare avanti il progetto basket nella nostra città. Dal punto di vista economico, non c’è stata nemmeno una trattativa, mentre il comune si è adoperato per fornire un’assistenza logistica che comunque ha i suoi costi, non di poco conto, considerando che abbiamo messo a disposizione il palazzetto. Abbiamo dato la possibilità di ospitare gli uffici della società nel Palabarbuto evitando ulteriori spese all’esterno del palazzetto. Abbiamo sicuramente sostenuto il presidente Papalia in tutte quelle che erano le cose di cui aveva bisogno per disputare il campionato. Il problema, penso, è che quando si fa imprenditoria sportiva bisogna avere un proprio budget, bisogna sapere cosa si può fare, quella che è la campagna acquisti, che tipo di campionato si può sostenere e non pensare che con i contributi delle istituzioni si possono pagare eventuali debiti oppure poter affrontare un campionato di serie A1 maschile.

Non potevo tollerare che Napoli fosse assente nello scenario del basket di serie A, ci siamo impegnati per cercare di riportare il grande basket qui a Napoli, abbiamo avuto vari contatti e varie trattative. Abbiamo avuto la disponibilità completa dal presidente. A quel punto abbiamo accettato perchè era un’occasione unica e penso che era l’unica strada da seguire.
Con Papalia ci siamo cercati a vicenda, nel senso che l’amministrazione insieme alla federazione era impegnata a riportare il basket a Napoli, ma non è che se Napoli chiama il presidente viene. Evidentemente c’era gia un’intenzione del presidente di spostare la squadra.

Sulle promesse fatte al presidente Papalia:

Al presidente non è stata fatta nessuna promessa, è stata data un’occasione a Papalia ed alla città di portare la squadra di A1 a Napoli, siccome a noi mancava il grande basket e l’unica possibilità era quella del presidente, abbiamo accettato senza promettere nulla visto che Rieti usciva da un campionato onerevole e da una situzione sportiva che non mi sembra fosse da criticare. È stato un fallimento e veramente un dolore perchè vedere episodi come quelli di domenica fa solo male a noi e alla Napoli sportiva, però ci sono altri progetti per la città nello sport e in particolare nel basket.

Noi ci auguriamo che il titolo di A 2 possa rimanere nella nostra città ma questo non esclude l’altra possibilità, non è detto che la terza citta d’Italia, una città di grande tradizione cestistica, non debba avere due squadre a rappresentarla, quindi si potrebbe anche avviare il progetto di una squadra che cominci dalle serie minori.



 
 
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